"Diventi ciò a cui presti attenzione"

                    Oggi ho scelto un argomento avvincente, ovvero "le emozioni". Credo che pochi di noi, sia uomini che donne, siano veramente consapevoli dei propri sentimenti e di come gestire queste emozioni. Purtroppo, siamo stati educati a preoccuparci solo del benessere fisico, della nostra salute, senza insegnarci come prendersi cura della mente, delle emozioni e dell'anima. Di solito, ci è stato vietato di esprimere le emozioni, specialmente quelle negative. Scommetto che molti di voi hanno sentito rimproveri come: "Perché sei triste? Hai tutto ciò che ti serve! Prendi il toro per le corna e impara! Perché sei depresso? Depressione? Smettila con queste sciocchezze!".

Guardando al sistema educativo, oltre alle emozioni, non ci è stato permesso di esprimere neanche le nostre opinioni. Ciò significa che siamo cresciuti nell'età adulta senza conoscenze su gentilezza, amore, espressione delle emozioni, espressione delle opinioni personali, autonomia, comunicazione efficace, ecc. Il fatto che non ci sia stato permesso di esprimere le emozioni negative - rabbia, tristezza, irritazione, delusione, dolore emotivo, rifiuto - ha avuto conseguenze significative. Perché? Perché le emozioni negative sono un chiaro segnale che qualcosa non va in una situazione o in noi stessi. Ciò che provavi contava poco o nulla. Non eri incoraggiato a esprimere la tua opinione, a dire ciò che provi; dovevi amare i tuoi genitori senza commentare, anche se spesso il modello educativo in famiglia era abusivo. Sì, c'è stato e c'è ancora abuso, ammettiamolo. Quanti genitori ancora lo fanno? "Una sculacciata e passa". Se vogliamo guarire, è il momento di dire la verità sulle nostre ferite. Non possiamo fingere all'infinito di aver avuto un'infanzia perfetta, con genitori perfetti. La perfezione non esiste. Non importa chi ha torto, conta solo ciò che facciamo con ciò che abbiamo ricevuto. E questo dipende completamente da te. Ciò che accade alla tua vita dipende da te.

Parlando del modo in cui sono stati educati i ragazzi, a loro è stato insegnato che non possono piangere; le ragazze piangono, i ragazzi sono forti. Carissimi uomini, quante volte avete sentito in famiglia espressioni come: "Sii un uomo!", "I veri uomini non piangono", "Devi essere forte"? Beh, non era permesso loro di esprimere le emozioni, tranne quelle considerate maschili: rabbia, nervosismo, irritazione, coraggio. Sentirsi tristi, sopraffatti, emotivamente colpiti, afflitti, innamorati, emozionati, non era considerato maschile. La repressione delle emozioni dominava. È essenziale riconoscere e comprendere questo aspetto per migliorare il nostro benessere. Il lato positivo delle emozioni represse è che emergono quando meno te lo aspetti. E ti chiedi, perché sono scoppiato improvvisamente? Questo, nel caso migliore, quando rivedi il tuo comportamento e fai un processo di coscienza. Ma quando scoppia come una bomba nucleare, compaiono complicazioni gravi nel nostro corpo a livello fisico. Vi suggerisco di leggere i libri del dottor Gabor Maté, che spiega molto bene e comprensibilmente gli effetti della repressione delle emozioni( lo stress e la repressione delle emozioni sono le cause maggiori dei tumori nel giorno d'oggi).

Passando al modo in cui sono state educate le ragazze, avevano tre compiti principali: essere brave casalinghe, essere ubbidienti e sposarsi (ideale se anche vergini). Lo scopo era fondare una famiglia. Anche oggi, l'istruzione e lo sviluppo personale hanno iniziato a contare di più, ma i ricordi di tipo tradizionalista persistono ancora nel subconscio. Anche se le donne diventano sempre più colte, istruite, indipendenti e autonome, continuano, paradossalmente, a sognare il "Principe Azzurro". Questi ideali tossici sono stati coltivati fin dall'infanzia, attraverso storie come "Biancaneve e i sette nani" (la vittima che aiuta tutti ma in realtà vuole essere aiutata e aspetta di essere salvata dal principe) o in "La Bella e la Bestia" (Belle è la salvatrice - vuole a tutti i costi cambiare e aiutare il partner per compensare il fatto che si sentiva inferiore. La generosità le permette di sentirsi utile e importante). Così si sono radicate alcune idee tossiche: "l'amore della mia vita, l'anima gemella".

Inoltre, alle donne è stato insegnato che dovevano fare figli per essere accettate socialmente. Attenzione, la decisione di avere figli deve essere assunta in modo responsabile. Chiedetevi: "Sono pronta a farlo? Ho tutte le informazioni su cosa comporta l'arrivo di un bambino? Sono in una relazione sana? Vedo nel mio partner un padre adatto? I bambini non sono bambole, è nostra responsabilità educarli, ma per poter educare i bambini, dobbiamo prima educare noi stessi. Solo così potremo capire le loro emozioni e aiutarli a riconoscerle e gestirle. La repressione delle emozioni non è la soluzione; invece, dobbiamo imparare a vivere e sentire queste emozioni in modo sano. Avete notato quanto sia facile guardare negli occhi il vostro interlocutore quando esprimete la vostra rabbia e quanto sia difficile esprimere apprezzamento, amore, gratitudine rimanendo in contatto?

Ora, alla fine, vi invito a fare una pausa e riflettere su come siamo stati insegnati a attribuire la colpa agli altri per tutto ciò che ci accade. Che si tratti del destino, della divinità, degli amici, del governo, dei coniugi, dei fidanzati, tutto dipende in gran parte dagli altri. La nostra felicità o infelicità è sempre dipesa dagli altri. Beh, ha senso stupirsi di vedere così tante persone che si sentono vuote, che non trovano un senso nella vita e cadono nei più profondi abissi del negativismo? Quanti si chiedono: "Se ho tutto questo, perché mi sento così? Perché non mi sento bene?" Forse perché non ci è stato insegnato a mettere il riflettore su ciò che sentiamo e pensiamo?  La felicità è solo compito nostro.

" You become what you give attention to" (EPICTETUS)

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